sabato 13 febbraio 2010

Il Computer batte l'Uomo



Volendo sintetizzare al massimo la prima regata di ieri per la 33° America's Cup ha visto la sconfitta di Alinghi nei confronti della maxi ala rigida di Oracle governata da un computer. Eppure il team svizzero utilizza parecchia tecnologia a bordo su Alinghi 5, ma tanto è ancora affidato all'abilità dell'uomo nel condurla. Non è un caso infatti che ci siano più uomini a bordo di Alinghi 5 rispetto a USA 17.
Il binomio computer-ala rigida è un sistema automatico che rende USA 17 molto stabile e potente su qualsiasi condizione di vento, stringendo il vento meglio degli altri, in quanto la macchina è in grado di rilevare secondo per secondo tutto quello che è necessario affinché abbia una resa del 100%. Solo un guasto del software potrebbe permettere ad Alinghi di rivincere la Coppa America.
Gli uomini a bordo di BMW Oracle, così come è realizzata la barca americana, servono a poco ( basterebbero 3 uomini di equipaggio per condurla per l'intera regata ) ed eccetto per quache passeggiata comica a carponi ben poco avevano da fare.
Chiaramente lo lascia intendere il buon
Cino Ricci nel dopo gara : “Avevo pronosticato un due a zero per Oracle, ma non pensavo che la superiorità fosse così netta, non c’è mai stata storia in nessun momento ed in nessuna condizione. Dopo una sconfitta così è difficile capire cosa potranno fare. Mi chiedo cosa si diranno al debriefing e cosa potranno mai fare per ribaltare la situazione. Mettere le alette curve? Rivedere l’utilizzo dei Ballast? Tecnicamente penso ci sia poco da fare per poter ribaltare la situazione. Oggi il divario è sembrato davvero immenso, con l’ala rigida che ha fatto la differenza. Ma nella vela non c’è mai niente di scontato e sicuramente Alinghi lotterà, com’è giusto, fino alla fine”.
Ernesto Bertarelli : "La partenza dopo la penalità è stata buona. Il vento è cambiato rapidamente, da 6-8 nodi ad un vento più forte che ci ha sorpreso. Abbiamo fatto un cambio di vela che ci ha un po’ rallentato, però l’ala di USA sembra un arma infallibile. Non c’è motivo di cambiare l’equipaggio, abbiamo fatto tutti un buon lavoro. Ci sarebbe piaciuto farlo meglio, ovviamente: domenica manterremo la stessa formazione.
Non mi pento di niente, nè mi sento frustrato. Di fatto oggi mi sono divertito. Vinci, perdi, è così. Quando sei nella mia posizione, con 10 anni di esperienza nel team e la possibilità di fare ancora una o due regate, non puoi pensare che nessun giorno dell’America’s Cup vada male. Oggi è successo che loro sono stati più veloci ed hanno fatto una buona prova.
Vorrei vincere l’America’s Cup in acqua: chi vince in acqua si prende la Coppa. Non credo che ci sia il tempo di costruire un ala da qui a domenica, però abbiamo diverse configurazioni, vele…, abbiamo un giorno per pensarci".


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1 commento:

Anonimo ha detto...

BMW ORACLE in acqua è impressionante, ma ho paura che abbaino snaturato un poco la vera natura della vela! E' possibile? Automatizzare una vela (rigida o flessibile che sia) è come mettere il controllo di trazione alle auto da F1! Diventa una lotta tra ingenieri. Ciao Marco da Piacenza

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