GARGNANO - La Centomiglia è una sfida all'ultimo refolo per i veloci maxilibera del laghi Europei e per i catamarani che si contenderanno la "MultiCento". La terza regata (in programma il prossimo 8 settembre) sarà la "CentoPeople", gara per le barche da diporto e per i progetti di "velaterapia". La regata, che si svilupperà sul percorso Gargnano-Isola dell'Olivo di Malcesine e ritorno, sarà a "vele bianche". Vivrà il momento della partenza con tutto il resto delle flotte, scattando, come tutti gli altri, alle 8 e mezzo di sabato 8 settembre dal porticciolo di Bogliaco di Gargnano, giustò a metà lago di Garda. Tra i progetti che hanno confermato la loro adesione ci sono le barche delle Coop Archè e Mimosa di Trento, un 13 metri con tutte le barriere abbattute e "Hyak", lo scafo del progetto legato al disagio mentale e promosso dall'Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda. Il nome "Hyak" prende spunto dal film "Qualcuno volò sul nido del cuculo" con Jack Nicholson, un gruppo di pazienti che fuggono verso la libertà. Ed è anche il nome del progetto di velaterapia dei reparti di psichiatria dell’Azienda Ospedaliera di Desenzano e del Cps di Salò. Ora «Hyak» è anche il nome di una barca, un «Piviere 660» che sarà utilizzato per crociere lungo le rive del Garda e per regate come la "CentoPeople" del Circolo Vela Gargnano, costituendo un momento terapeutico importante e ampiamente collaudato nella realtà del Garda e della Valsabbia con i pazienti psichiatrici gravi. «Stiamo facendo leva - ha detto il dottor Nobili in occasione del varo della barca- sulla metafora della navigazione verso la libertà. Libertà da una malattia che limita l’agire quotidiano e che per questo è una vera e propria prigione. E funziona, probabilmente perché per andare a vela c’è bisogno di sinergia e di complicità, di alleanze e di fiducia negli altri. Così chi partecipa è costretto a mettersi in gioco».
Il progetto “Hyak” mira alla riabilitazione di pazienti psichiatrici gravi attraverso la barca a vela. Nel 2000 si è rivolto con incoraggianti risultati ad alcuni pazienti del “Centro Psico Sociale-Cps” di Salò, unità operativa di Psichiatrica numero 21 della azienda ospedaliera di Desenzano, affetti da psicosi. Il quadro clinico di tali malati è caratterizzato da sintomi quali l’isolamento sociale, l’impoverimento ideo-affettivo e l’autismo, condizione estrema di un disturbo mentale che conduce alla chiusura e all’abbandono di ogni progetto esistenziale. Con la navigazione a vela si vuole favorire il recupero di abilità sociali e il rispetto delle regole tramite la condivisione di un luogo e di una azione comune.
La navigazione a vela, attività in cui la collaborazione, la solidarietà e la condivisione delle stesso obbiettivo sono gli aspetti indispensabili e caratterizzanti, sembrerebbe rappresentare, infatti, un efficace strumento di riabilitazione per i pazienti.
L’iniziativa è nata da un’idea dell’Educatore Bernardo Olivetti sostenuto dal primario dell’Unità Operativa di Psichiatria dottor Gianluigi Nobili. Si è avvalso del sostegno logistico prima della società Canottieri Garda di Salò, del Circolo Nautico di Portese e del Circolo Vela Gargnano, ora della base al porticciolo del Circolo Vela Toscolano-Maderno. L'iniziativa è stata fortemente sostenuto anche dai massimi responsabili dell’azienda Ospedaliera di Desenzano nelle persone del direttore generale di allora Angelo Foschini (tra l’altro appassionato skipper e regalante con il veloce classe crociera “Machete", primo lo scorso anno nel prestigioso traguardo del Trofo Croce alla 56a Centomiglia) e dall'attuale direttore Mauro Borelli.
La ricostruzione di "Hyak" è stata ospitata presso il cantiere di Luciano Corradi a Bedizzole (Brescia).